L'idea di una
corsa attraverso le Madonie comincia a delinearsi, nella mente
di Vincenzo Florio, nel 1901; quattro anni dopo, nel 1905, Vincenzo
debutta come organizzatore di corse automobilistiche organizzando
la cronoscalata Palermo Monreale.
Sarà il
1905 l'anno in cui l'iniziale idea comincerà a meglio
delinerasi: Florio ripercorre, proprio in quell'anno, le strade
delle Madonie con il preciso scopo di tracciare un percorso automobilistico;
in viaggio a Parigi, nello stesso anno, incontra Henry Desgrange,
direttore del giornale sportivo L'Auto, cui mostra il tracciato
della futura Targa Florio. Era il Grande Circuito delle Madonie:
148 Km da percorrere per tre giri.
Il tracciato
inizialmente toccava Cefalù, oltre ai comuni di Cerda,
Caltavuturo, Castellana, Petralia, Geraci e Castelbuono; ma il
percorso attraverso la cittadina normanna costituiva un intralcio
al circuito in quanto
attraversato dalla linea ferroviaria che avrebbe "spezzato" il
ciurcuito. Così l'inserimento di una variante interna,
che da Castelbuono si snodava attraverso Isnello, Collesano e
Campofelice, diede vita al Grande Circuito; un percorso arduo,
in mezzo ad una natura selvaggia e prorompente, che, dal livello
del mare saliva fino agli oltre 1000 mt di quota delle Madonie;
un tracciato su una rete stradale pressocchè inesistente
in grado di mettere alla prova, in ciascuna delle sue edizioni,
non solo gli uomini ma anche le auto.
Dal 1906 al
1973 si disputarono 57 edizioni della Targa Florio su percorsi
che di volta in volta si chiamavano Grande circuito, Medio circuito,
Piccolo circuito, Giro di Sicilia, tutti accomunati dal medesimo
intento: una corsa attraverso un paesaggio unico in grado di
rendere unici auto e piloti che vi partecipavano.
Attraverso
la divisione cronologica entrerai nel vivo della corsa: una webcronaca
sui momenti che hanno reso celebre in tutto il mondo piloti,
auto e circuiti.
